Come allungare la vita della batteria dello smartphone

Con l’arrivo dei recenti smartphone, vuoi per motivi di estetica o per livelli prestazionali maggiori, ci siamo dovuti abituare a batterie con scarse capacità di durata della carica. Lontani i tempi del famoso Nokia 3310 con cui si riusciva a tirare avanti per svariati giorni. Unica nota positiva, è che le recenti batterie agli ioni di litio, a differenza delle vecchie batterie a nichel, non soffrono del cosiddetto effetto memoria, quindi non c’è la necessità di caricare completamente la batteria e portarla fino alla completa scarica, per evitare che la durata si riduca più drasticamente del previsto.
Sempre più spesso mi viene chiesto quali sono i metodi per effettuare una giusta inizializzazione (processo che si effettua quando si acquista un nuovo dispositivo o una nuova batteria), quali sono gli accorgimenti per cercare di allungare la vita della batteria nel tempo e quando va effettuata la calibrazione.

Le batterie agli ioni di litio, che ormai equipaggiano la stragrande maggioranza degli smartphone di ultima generazione, non hanno bisogno di una carica di inizializzazione, in quanto la loro longevità dipende dal tempo e non dall’uso; quindi più è vecchia e più capacità di carica ha perso. Altro fattore molto importante e da non sottovalutare è il calore (secondo la mia esperienza più importante del fattore tempo) più “fresca” riusciamo a tenerla più lunga sarà la sua vita. Dato che soffrono del fattore tempo, sconsiglio la batteria di riserva, come potete vedere dalla tabella qui sotto, combinando fattore tempo e fattore caldo, risulta poco conveniente.

Tabella batteria durata

Fatta questa piccola introduzione, passiamo ai veri e propri consigli per cercare di aumentare la durata vitale della batteria.

Per prima cosa dovete sapere che portare la batteria allo 0% o comunque sotto il 15% è dannoso, anche se le batterie hanno un sistema di sicurezza che blocca la scarica al 1% (ecco perchè lo smartphone si spegne nonostante ancora vi segnali una carica residua del 1%) se si continua a scendere sotto questa soglia, all’interno della batteria ci sarà un abbassamento di tensione, che causa danni irreparabili alla batteria. Inoltre effettuare una ricarica da zero diminuisce l’efficacia della carica stessa, aumentando il rischio di un danneggiamento alle celle, dato che la tensione potrebbe non essere la stessa all’interno di esse. 

Se fa male scaricare troppo la batteria, anche caricarla a lungo non fa bene. Nonostante le batterie Li-ion sopportino abbastanza bene gli eccessi di carica, non  lasciare mai in carica per più di 5-7 ore! L’ideale sarebbe di mantenere una carica tra il 20 e l’80%, dato che le batterie agli ioni di litio non soffrono di effetto memoria e non vengono assolutamente danneggiate da ricariche e scariche parziali, anzi, è il modo migliore per allungarne la vita. Il processo di carica andrebbe fatto in un luogo fresco e preferibilmente a dispositivo spento, in maniera tale da ridurre i tempi di ricarica e evitare un surriscaldamento maggiore della batteria. Vi sottolineo che le ricariche effettuate con caricatori non stabilizzati, tipo quello auto, danneggiano un po’ la batteria. In realtà non so precisamente quanto, ma bene non fa, quindi se possibile sarebbe da evitare.

LA CALIBRAZIONE

Veniamo ora alla calibrazione delle batteria, quando farla e come farla. Premetto che tutte le applicazioni che trovate sul playstore per compiere questa operazione non servono a niente. Questo genere di app si limitano solamente a cancellare il file batterystats.bin, che contiene tutte le informazioni sul consumo da parte dei vari processi/componenti del dispositivo, quindi come potrete ben capire non c’entra nulla con la durata della batteria o con la percentuale di carica che vi mostra il vostro smartphone. A conferma dell’inutilità di queste app, c’è da sottolineare che questo file, viene resettato ogni qualvolta stacchiamo il caricabatteria e abbiamo una carica maggiore del 90%.

La calibrazione della batteria va effettuata quando il vostro dispositivo riporta uno strano comportamento dell’indicatore della carica, cioè passa improvvisamente da una percentuale all’altra. Questa procedura risolve i problemi relativi all’autonomia del telefono solo se non vi sono danni fisici e va effettuata solo in questi casi, non va fatta spesso, perchè come ho detto prima un’eccessiva carica danneggia la batteria. Ma vediamo nel dettaglio come va effettuata:

  • Innanzitutto scaricate completamente il device, fino a farlo spegnere per insufficienza della carica della batteria (provate a riavviarlo; se il device dovesse riavviarsi, fatelo nuovamente spegnere a causa della batteria scarica);
  • caricate il telefono da spento, per 2 ore in più del normale periodo di carica, ignorate eventuali segnali di carica completa;
  • staccate il caricabatterie e togliete la batteria per un po (per chi ha la batteria integrata, lasciate il dispositivo spento), dieci minuti circa, poi reinseritela e rimettete a caricare per qualche minuto;
  • avviate il cellulare collegato al caricabatteria, scollegatelo solo ad avvio avvenuto. Questo accorgimento permetterà di aggiornare i file di configurazione per adattarli al nuovo livello di carica.
  • ripetere l’intera procedura per altre 2 volte, per un totale di 3 cicli di ricarica.

Leggi anche come gestire la carica su Android

  • Matteo Massara

    l’ultimo punto si riferisce nel periodo di un mese?

    • Riguardo la calibrazione dici?

      • Matteo Massara

        Si

        • C’era un errore nell’articolo… Si intendeva dire 3 cicli di ricarica